AGRICOLTURA BIODINAMICA: STREGONERIA O COMUNIONE CON L’UNIVERSO?


Per alcuni l’agricoltura biodinamica è sinonimo di stregoneria. Cornoletame, cornosilice, tisane di ortica, decotti di equiseto hanno una grande importanza nell’agricoltura biodinamica, ossia la pseudoscienza che si basa sulla ricerca costante di un maggiore equilibrio tra coltivazioni ed ecosistema terrestre e che include anche alcune tecniche dell’agricoltura biologica ma, rispetto a quest’ultima, ha anche un lato “filosofico” e spirituale basato su influenze cosmiche ed energia vitale. Da maggio del 2021 l’agricoltura biodinamica è stata equiparata a quella biologica. Il Senato italiano ha approvato quasi all’unanimità il disegno di legge 988 sull’agricoltura biologica, facendo cadere così nel vuoto l’appello degli oltre 20 scienziati italiani che avevano chiesto a gran voce di impedire che una pratica ascientifica come la biodinamica ricevesse finanziamenti pubblici definendola: “Una pratica esoterica opposta e inconciliabile con qualunque dato scientifico”. Il testo ora è al vaglio della Camera per una terza rilettura avendo Palazzo Madama introdotto piccole modifiche a quello licenziato da Montecitorio in prima lettura. Per noi in vigna, l’agricoltura biodinamica è un vero e proprio stile di vita, un approccio diverso con la natura e l’universo e con tutto ciò che lo popola: dal terreno ai pianeti, dal chicco d’uva al sole, dai semi alla luna. Questo senso di appartenenza universale ci connette ad un mondo fatto di energie, di influenze e ci permette di vivere in modo più diretto e completo il nostro rapporto con la natura. Una comunione profonda tra l’uomo e l’universo è quello a cui la nostra produzione tende costantemente. Desideriamo infatti che l’azienda diventi nel tempo un organismo agricolo stabile e autosufficiente: dall’allevamento degli animali per concimare il terreno, alla coltivazione delle piante per autoprodurre i preparati biodinamici a quella del foraggio alimentare. “Dovete sapere che le influenze cosmiche che vengono espresse nella pianta, provengono dal centro della terra e sono indirizzate verso l’alto. Quindi, se una pianta che è particolarmente ricca di queste influenze cosmiche, viene mangiata da un animale, il letame che il sistema digestivo dell’animale produce, come risultato di aver mangiato tale foraggio, sarà la migliore cosa per il terreno dove quella pianta cresce”. Rudolf Steiner, fondatore agricoltura biodinamica Per molti scienziati ed esponenti politici è stata una follia equiparare il biologico al biodinamico, pratica agricola i cui disciplinari internazionali comprendono l’uso di preparati a base di letame infilato nel cavo di un corno di una vacca che abbia partorito almeno una volta. Il corno, una volta riempito, viene sotterrato per fermentare durante l’inverno e recuperato nei giorni prossimi alla Pasqua per essere sottoposto alla fondamentale operazione di miscelazione e dinamizzazione con acqua tiepida di sorgente, pozzo o piovana.

In azienda conosciamo bene il “preparato 500” e ne facciamo uso almeno due volte l’anno, lo stesso vale anche per il “preparato 501” detto “cornosilice” che impieghiamo circa tre volte l’anno. Abbiamo notato che i preparati e l’approccio biodinamico all’agricoltura apporta sicuramente qualcosa di buono alle nostre viti. Il benessere delle piante e la loro crescita armoniosa ci indicano che questa strada va percorsa con maggiore determinazione. L’agricoltura biodinamica ci pone in una posizione di grande equilibrio universale con la natura e ogni sua manifestazione fisica e spirituale. Partendo dalla grandiosa consapevolezza di questo equilibrio universale, che secondo gli studiosi dovrebbe durare ancora qualche milione di anni, si è fatta strada in noi la convinzione che l’ecosistema viticolo non può essere considerato un sistema a sè, ma vive e trova il proprio equilibrio ecologico solo nell’interazione con tutte le specie viventi nel vigneto, siano esse animali o vegetali o microbiche, aggressive o utili, telluriche o aree, alla stessa stregua del sistema solare.




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